La Costituzione e il lavoro, secondo me….

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro, e fin qui la sappiamo tutti. Su cosa voglia dire questa frase in questi anni ho sentito di tutto. La tesi più frequente è che tutti hanno il diritto di poter lavorare che, il più delle volte, viene traslato nel fatto che la Repubblica ha l’obbligo di dare un lavoro a chiunque lo voglia. Da notare, incidentalmente, che avere un lavoro non significa necessariamente avere anche un reddito o quanto meno un reddito sufficiente. Lo dico perché spesso sembra che questa sia l’implicazione conseguente alla prima parte del ragionamento, ma questo è un dettaglio.

Premetto che, in materia di costituzione, sono ignorante come una bestia ma vorrei tuttavia dare la mia personale interpretazione su cosa significhi il richiamo al lavoro in costituzione.

Negli anni dell’immediato dopoguerra mio padre, giovane studente, era un attivista della DC (e pazienza…), membro dell’Associazione Cattolica e, naturalmente, cattolico assiduo praticante. Mio nonno era macchinista ferroviere (i tempi in cui si cominciava….) su treni a lunga percorrenza e lavorava come una bestia stando lontano da casa per giorni e giorni.

Un giorno, mio padre, un po’ stizzito, affrontò suo padre di petto rimproverandogli di non essere un buon cattolico e di non andare mai in chiesa, nemmeno la domenica! Se faccio un minimo sforzo riesco ad immaginarmi il nonno, magari stravolto dopo l’ennesima infinita trasferta, che rimane tra il risentito e lo sbigottito ascoltando le parole del figlio. Comunque non rimase senza parole e mio padre riferisce gli rispose dolcemente, mise avanti le mani con i palmi rivolti verso l’alto e gli disse: “Le vedi queste, queste pregano tutto il giorno”.

Ecco, io penso che la Costituzione, non volendo e non potendo dire che la repubblica è basata sul cattolicesimo piuttosto che sul marxismo, abbia richiamato il lavoro come simbolo di una morale laica e costruttiva evocando la figura del buon padre di famiglia che lavora per il bene suo, della sua famiglia e della comunità in cui vive. E mi sembra un gran bel modo di utilizzare il concetto!

Poi, “la Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto”, significa semplicemente che non impedisce a chi vuole lavorare di farlo e fa il possibile per “promuovere” le condizioni (nei limiti dei vincoli esterni e delle capacità di chi ci governa (e che magari non abbiamo nemmeno eletto!)) per permettere di lavorare a chi vuole farlo ma da lì a dire garantisce a chiunque un lavoro ce ne corre!!!!

Grazie per la pazienza a chi ha letto fino a qui.

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