SUSA…..ENNESIMO ESEMPIO DI DEMOCRAZIA NEGATA

Entrare nel merito dei motivi per i quali si debba o meno fare la TAV in valle di Susa è francamente poco interessante. I motivi non sono mai né giusti né sbagliati: al massimo sono condivisibili, o meno, in dipendenza dei punti di vista di ciascuno.

Più interessante è verificare il metodo che è stato scelto per decidere che la TAV doveva essere fatta. Poichè sono ormai passati anni da quando la decisione è stata presa nessuno rammenta più esattamente come ciò fu fatto. Tuttavia si sente spesso dire in questi giorni “….a suo tempo si è discusso molto e poi si è presa una decisione…..” oppure “ ……ora che la decisione è ormai presa non ci si può fermare….” e ancora “…..la decisone è stata presa dal Parlamento italiano e dalla UE e pertanto la TAV deve ora essere costruita…..” e via di questo passo.

Anche nel caso della val di Susa si sia persa una splendida occasione per fare un salutare esercizio di Democrazia semplicemente chiedendo, agli abitanti della val di Susa medesimi ma anche agli italiani tutti, se volessero o meno che la TAV passasse di lì. In pratica sarebbe bastato un referendum per dare all’intera vicenda una legittimizzazione democratica e svuotare di forma e di sostanza l’attuale opposizione. Visto che la TAV è parte di un progetto a rilevanza nazionale, anzi europea, il referendum poteva essere esteso a tutti gli italiani. Peraltro non sono affatto certo (e comunque allo stato dei fatti non c’è la prova) che la maggioranza degli abitanti della val di Susa sono effettivamente contrari al progetto.

Al contrario la strada scelta è stata quella, abituale, di imporre la decisione dall’alto o comunque di non dare alla gente la possibilità di esprimersi sull’argomento con il risultato di attribuire alle minoranze l’implicito diritto di opporsi in buona fede alla decisione con modalità che ovviamente diventano progressivamente sempre più disperate e perciò cruente.

E se poi il referendum l’avessero vinto i no-TAV avrebbe voluto dire che gli italiani avevano ritenuto che la Tav non dovesse essere fatta e la loro volontà avrebbe dovuto essere rispettata, con buona pace di politici, burocrati europei, industriali, sindaci favorevoli, Moretti (quello di Trenitalia) , ecc. ecc.

La costituzione italiana prevede solo il referendum abrogativo o, in determinate circostanze, il referendum di modifica costituzionale. Questa è di per sè una grave limitazione della democrazia che diviene ogni giorno più grave man mano che i nuovi strumenti informatici e di comunicazione rendono sempre più agevole fornire ai cittadini un’informativa completa sulle materie oggetto di discussione e potrebbe rendere altrettanto agevole raccoglierne l’opinione per mezzo di un referendum.

Se si adottasse una modifica costituzionale che rendesse possibile il referendum consultivo su materie particolarmente delicate, sulle quali potrebbero innescarsi confitti sociali come quelli della val di Susa o materie che chiamano direttamente in causa le coscienze delle persone, permetteremmo a questo povero paese di fare un passo avanti determinante sulla strada della democrazia, vale a dire della libertà e della responsabilità.

Paesi più civili del nostro hanno una costituzione che offre questa possibilità. Per esempio, tra qualche giorno il nostro parlamento voterà sull’adesione dell’Italia alle norme europee sulla disciplina di bilancio, il così detto Fiscal Compact. Forse qualcuno ha anche un minimo dubbio sull’esito della votazione? Bene, in Irlanda ogni provvedimento che implica una cessione di sovranità a favore della UE deve essere approvato per mezzo di un referendum popolare! Che decidano di no o che decidano di sì, saranno gli irlandesi medesimi che l’avranno deciso e non il loro equivalente di Monti o altri soggetti e ciò fa tutta la differenza del mondo perchè sarà una decisone che avranno preso loro e di cui saranno (e si sentiranno responsabili) nel bene e nel male.

Peraltro, questo andazzo antidemocratico mi sembra da sempre la norma in Italia. Basti pensare, per esempio, all’entrata nell’Euro, al tentativo di riprendere la costruzioni di centrali nucleari, alla privatizzazione dell’acqua e dei servizi pubblici, alle norme sull’eutanasia, testamento biologico e procreazione assistita, alle modalità di nomina dello stesso governo Monti………

E poi si sorprendono che la gente si incazzi……che tristezza………!

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